Il volume offre un percorso interdisciplinare e giuridicamente rigoroso tra Costituzione, leggi ordinarie, leggi regionali e sentenze della Corte di Cassazione sulla categoria dei beni comuni e sulla tutela degli interessi delle generazioni future, muovendo dalla loro definizione nell’ordinamento ed esaminando le implicazioni sugli istituti del diritto civile (proprietà e responsabilità civile) che magistrati, avvocati e imprese dovranno ora considerare nella loro attività. L’opera mostra come i beni comuni – dall’acqua all’aria, dall’ambiente ai farmaci salva vita, dai beni culturali ai beni immateriali come la memoria storica di luoghi persone e tradizioni fino ai diritti fondamentali (in particolare salute e ambiente) – modifichino la visione proprietaria tradizionale, spingendo verso una concezione “responsabile” della proprietà e, in taluni casi, orientino verso forme di amministrazione condivisa fondate sulla sussidiarietà orizzontale.
Particolare attenzione è dedicata dagli Autori ai numerosi patti di collaborazione tra cittadini, enti del Terzo settore e Pubblica Amministrazione per la cura e rigenerazione dei beni comuni.
Il libro approfondisce i diritti delle generazioni future e i limiti imposti alle imprese dagli articoli 9 e 41 della Costituzione. Due capitoli sono dedicati alla responsabilità degli Stati per i cambiamenti climatici e alle azioni di classe collettive. In un capitolo sono indicate le esperienze costituzionali latino-americane che riconoscono diritti alla Natura.
Il libro si conclude con una riflessione filosofica che, partendo dall’Enciclica “Laudato si” di Francesco e “Vita Activa” di Hannah Arendt, compie un viaggio tra grandi pensatori (Platone, Kant, Ernesto Balducci, Pasolini e molti altri) intrecciando il diritto con l’etica, la politica, la religione e riconoscendo infine nei bei comuni il fulcro di un nuovo modo di essere al mondo e di una nuova democrazia ecologica e partecipativa.