Per trent’anni il Veneto ha funzionato come un sistema. Non solo economico — identitario. Un territorio che aveva trovato la formula rara di tenere insieme produzione, consenso e racconto di sé: la piccola impresa come vocazione, l’autonomia come orizzonte, la Lega come collante politico tra famiglie, capannoni e campanili. Luca Zaia ne è stato il volto e la voce per oltre un decennio, costruendo un’egemonia così solida da sembrare permanente. Le elezioni regionali del 2025 sanciscono la fine di quel ciclo — non con uno strappo, non con una sconfitta clamorosa, ma con qualcosa di più sottile e più difficile da raccontare: un’evaporazione. Il centrodestra vince ancora, Alberto Stefani eredita la presidenza, ma il Veneto che consegna quella vittoria non è più lo stesso di prima.
L’Ultima Regione nasce dall’interno di quella campagna. Arrigo Abalti segue i candidati, osserva le traiettorie, ascolta i territori. Non dalla distanza del commentatore, ma dallo spazio ravvicinato di chi è presente quando la politica smette di essere narrazione e diventa decisione. Il risultato è un libro che non si accontenta di registrare il risultato elettorale: cerca di capire cosa si stava consumando sotto la superficie, mentre tutti guardavano altrove.
La domanda che attraversa il volume è semplice nella forma, complessa nella risposta: quando un racconto collettivo si esaurisce, una comunità è ancora capace di scriverne uno nuovo? Il Veneto del 2025 non ha risposto. Ha rimandato. E questo libro documenta il momento del rimando — con la precisione del cronista e l’inquietudine dell’analista.
Overview
Select a Delivery Option
L’ultima Regione: Come il Veneto 2025 ha cambiato il racconto
1 Item Added to Bag 1 Item Added to Pickup