Questo romanzo si presenta idealmente come una relazione che tratta di una relazione d’amore: è la relazione di una relazione. L’amore è relazione. L’essere è relazione. L’essere è l’amore. La relazione venne richiesta dal dottor Federico Piccoli, psichiatra che teneva in cura Rea, moglie dell’insegnante Goffredo Bonarma. Goffredo racconta la sua storia d’amore con Rea Arcomanno, una sua allieva che soffriva di gigantismo: perciò chiamata la titana. Goffredo, proveniente da Roma, si innamora di questa ragazza straordinaria, mentre svolge da neofita il suo compito di insegnante di sostegno presso il Liceo Classico Bartolomeo Zucchi di Monza. Goffredo sposa Rea, una volta raggiunta l’età della maturità, tra intense vicissitudini consumate presso la scuola. Rea purtroppo ha vita breve. Ha una figliola, che viene chiamata come lei, in ricordo della titana, Rea Silvia. Dopo pochi anni di matrimonio Rea viene a mancare. Per il dispiacere anche il padre, il conte Arcomanno, viene meno. Rimangono i fratellastri gemelli più piccoli di Rea, che stranamente erano nani. I fratelli di Rea si trasferiscono a Ginevra, la madre Caterina, rimasta sola, si trasferisce a vivere insieme al genero Goffredo, col quale convive e condivide un intenso amore. La relazione riporta anche tutta una serie di lotte e di passioni che si svolgono nella scuola contro una preside neo-immessa in ruolo che soffre di forti turbe psichiche. Ogni riferimento a fatti, persone o luoghi è puramente casuale.
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LA TITANA
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