Nice, lasciami in pace...Oh Ciel, che miro!
Cinzia mia Dea, perdona
L'involontario errore:
Seguìa l'incauto labbro
Del sonno ancor l'immagine fallace.
(Quanto quel volto, oh Dio, quanto mi piace!)
Tu mi guardi e sospiri!
(Ahimè, che dirò mai!)
Quel sospiro innocente
Era figlio del sonno e non d'amore.
Tu, non richiesto ancora,
D'un delitto ti scusi,
Che ti rende più caro all'alma mia.
Lascia, lascia il timore,
E se amante tu sei, parla d'amore.
Non so dir se sono amante,
Ma so ben che al tuo sembiante
Tutto ardore pena il core,
E gli è caro il suo penar.
Sul tuo volto s'io ti miro,
Fugge l'alma in un sospiro,
E poi riede nel mio petto
Per tornare a sospirar.
Non più, mio ben, son vinta.
Quest'alma innamorata
Di dolce stral piagata,
Come a sua sfera intorno a te s'aggira,
E Diana, cor mio, per te sospira.
Ma chi sa qual s'asconda
Senso ne' detti tuoi?
Tu temi, Endimione?
So che ancor ti spaventa
Di Calisto la sorte,
O d'Atteon la morte.
Ma più quella non sono
Sì rigida e severa.
Non temere, idol mio,
Te solo adoro, e la tua fè vogl'io.