Un originale volumetto che dietro l’apparenza del divertissement all’insegna della fantasia cela fine sensibilità e profondità di pensiero. Venti resoconti di sogni – ora bizzarri, ora divertenti, ora inquietanti, ora surreali (be’, altrimenti che sogni sarebbero?) –, spesso seguiti da acute riflessioni, che rivelano, forse al di là delle intenzioni dello stesso scrittore, le passioni, gli ideali, le aspirazioni, insomma l’universo interiore, di Beppe Mitrotta, e soprattutto, par di cogliere, il suo insopprimibile anelito a indagare le ragioni ultime dell’esistenza e il mistero della morte e del “dopo”.
Lasciandosi trasportare in queste suggestive avventure oniriche, il lettore scoprirà, tra l’altro, l’amore dell’autore per il mare, la sua vocazione per la Medicina, il suo attaccamento alla famiglia, e incontrerà personaggi straordinari, da Nostradamus a Mao, da Proudhon a Nietzsche, da Fabrizio De Andrè al profeta Ezechiele, con una puntata sull’Olandese Volante, un’incursione tra gli dèi dell’Olimpo e una corsa sulla quadriga di Ben Hur.
Un felice esordio, questo di Beppe Mitrotta, che lascia presagire interessanti sviluppi.
"Il suono della sveglia mi fa sobbalzare, spalanco gli occhi e mi ritrovo nel mio letto, tra sollievo e un pizzico di rammarico, a riflettere sulla Vita… Un attimo fuggente quella terrena; infinita, eterna, quella da vivere dopo la morte, perché non riesco a pensare che tutto finisca con il cessare delle materiali funzioni biologiche del corpo."