L’esistenza di Alex Visconti scorre su binari tranquilli, senza particolari emozioni. Lavora come geometra presso uno studio di quattro ingegneri associati, ha una fidanzata e gli è sufficiente la presenza degli amici, dei genitori e della sorella più piccola, verso la quale prova un bene infinito. In un giorno all’apparenza come tanti altri, però, è testimone di un’oscura visione: vede infatti il proprio riflesso, fragile e invecchiato, nello sguardo di una persona incappucciata. Da questo episodio derivano la scelta di rivolgersi a una maga, soprannominata “Circe” e, soprattutto, una tragica fatalità in cui si ritroverà coinvolto suo malgrado, destinata forse a segnare per sempre la sua giovane vita.
Fabio Mastrogiuseppe è nato a Sulmona (AQ) nel 1956.
Ha conseguito il diploma di maturità scientifica e ha lavorato presso il Ministero dei beni culturali per oltre quarant’anni, iniziando la sua carriera presso il Museo Egizio di Torino, dalla cui esperienza ha tratto ispirazione per la sua prima opera, Una vita quasi perfetta.
Dopo anni è stato trasferito presso la Reggia di Caserta e, di là, in Abruzzo, dove risiede attualmente: un paese dell’entroterra, fin troppo tranquillo, circondato da montagne innevate che lo hanno piacevolmente “costretto” ad appassionarsi allo sci, con discreti risultati. Da questo sport, e dalla monotonia della routine quotidiana, è nato il secondo libro.
L’autore promette (o minaccia) che l’ispirazione non finisce qui…