Questo romanzo nasce da una domanda che da tempo mi abita:
E se il mondo smettesse improvvisamente di odiare?
La signora della non violenza è la risposta che ho provato a dare — non con un saggio, non con un pamphlet politico, ma con una storia. Una storia che attraversa generazioni, guerre, continenti, ma soprattutto coscienze. Una storia che prova a immaginare la più grande delle rivoluzioni: quella dell’inattività bellica. Quella del disarmo delle intenzioni.
Edda Ravelli non è una supereroina, non è una santa, non è una bandiera. È una possibilità. È l’incarnazione laica dell’idea che un’altra umanità sia non solo auspicabile, ma necessaria.
Ho scritto questo libro nella convinzione che la letteratura non debba spiegare il mondo, ma trasformarlo. Che la fantasia non sia evasione, ma costruzione. E che ogni volta che ci sembra troppo tardi per cambiare, in realtà è soltanto il momento giusto per cominciare.
Ringrazio chi ha letto queste pagine con attenzione e cuore aperto.
E mi auguro che, chiuso l’ultimo capitolo, ciascuno di noi si senta un po’ più responsabile del mondo che verrà.