Un romanzo che brucia da pagina uno fino all'ultima.
Wyoming, 2026. Un miliardario con un impero da proteggere. Una studentessa di filosofia con le bollette in rosso e la nonna da salvare. Un contratto firmato nel cuore della notte. Una clausola che vieta l'intimità. Tre mesi per convincere il mondo — e se stessi — che è tutto finto.
Non lo è.
Non lo è mai stato.
LEI
Mi chiamo Thessaly Vasconcelos.
Ho ventitré anni, $347 sul conto, uno schermo dell'iPhone rotto tenuto con lo scotch da pacchi, e una tesi di laurea su Simone de Beauvoir che non pagherà mai le tasse arretrate di mia nonna.
Corvain Ravenshale — il miliardario più stronzo, più arrogante e più pericolosamente bello del Wyoming — mi ha mandato un messaggio alle 3:47 di notte con due righe: Ho una proposta per te. Riguarda la proprietà di tua nonna.
Avrei dovuto ignorarlo.
Non l'ho ignorato.
L'accordo era semplice: io fingevo di essere la sua fidanzata per tre mesi, lui pagava i quarantasettemila dollari che stavano per portare via l'unica casa che avessi mai amato. Un contratto. Una firma. Regole scritte su carta — inclusa la clausola 7.3 che vietava espressamente qualsiasi attività sessuale. Come se bastasse una clausola per spegnere il modo in cui quel bastardo mi guardava.
Spoiler: non bastava.
Dovevo odiarlo. Avevo tutte le ragioni del mondo per odiarlo — i soldi, il potere, il sorriso storto di chi sa di vincere sempre, le donne che lasciava nel letto come kleenex usati. E lo odiavo, giuro che lo odiavo, anche mentre le sue dita erano dentro di me e il mio nome era sulla sua bocca.
Il problema è che Corvain Ravenshale non era solo l'uomo che avevo accettato di usare.
Era l'uomo che aveva trovato una prima edizione di Beauvoir del 1949 perché mi aveva sentita parlare a un cavallo di filosofia alle sei del mattino. Era l'uomo che mi guardava negli occhi mentre il suo corpo era dentro il mio come se fossi l'unica cosa reale che avesse mai visto. Era l'uomo che diceva perché ti conosco con una voce così nuda che faceva più paura di qualsiasi bugia.
E adesso sono incinta del suo bambino, il contratto è sul tavolo di suo zio, e il Wyoming sta guardando.
Fingere è stato facile.
Non innamorarsi — quello era impossibile fin dall'inizio.
LUI
Mi chiamo Corvain Ravenshale.
Trentun anni. 2,3 miliardi di dollari. Un ranch di dodicimila acri nel cuore del Wyoming e una clausola nel testamento di mio padre che mi dà tre mesi per fidanzarmi o perdere tutto.
Ho scelto lei.
Non per i motivi sbagliati — o almeno, è quello che mi sono detto. Thessaly Vasconcelos era la scelta logica: squattrinata, disperata, con una nonna e un cottage da salvare. Una transazione pulita. Io le davo i soldi, lei mi dava tre mesi di copertura. Nessun sentimento. Nessuna complicazione. Nessuna clausola 7.3 violata.
Prima regola di Corvain Ravenshale: non attaccarsi a niente.
L'avevo imparata nel modo peggiore. Mia madre era morta quando avevo quindici anni e mio padre era diventato un guscio vuoto, e io avevo capito che amare qualcuno significava dargli il potere di distruggerti. Così avevo costruito i muri. Alti, solidi, abbastanza spessi da non far passare niente.
Poi è arrivata lei con le sue due borse di tela e la cerniera rotta e quella bocca capace di insultarmi e di farmi venire nello stesso respiro, e i muri non sono bastati.
Non avevo previsto il modo in cui avrebbe parlato ai cavalli — quella voce bassa, appassionata, vera come niente di quello che mi circondava. Non avevo previsto che tre settimane di convivenza forzata mi avrebbero insegnato più su me stesso di trent'anni di controllo assoluto. Non avevo previsto che avrei passato tre ore al telefono con un antiquario di New York per trovare una prima edizione di Beauvoir del 1949 perché lei meritava di sapere che qualcuno l'aveva ascoltata.
Non avevo previsto di amarla.
E adesso Harmon ha il contratto, il consiglio di amministrazione sta votando il futuro del mio impero, e lei è in piedi davanti a me con quegli occhi ambra che mi leggono come un testo filosofico — cercando la bugia sotto le parole — e io ho l'anello nella tasca e la verità in gola e tutto ciò che sono in bilico.
La cosa più reale della mia vita è iniziata come una bugia.
È l'unica cosa che non riesco a fingere di non volere.
I TROPI
Enemies-to-Lovers — Si detestano con la stessa intensità con cui si desiderano. La linea tra odio e amore non è mai stata così sottile, così pericolosa, così impossibile da non attraversare.
Fake Engagement / Finto Fidanzamento — Un contratto firmato a tre di notte. Regole scritte su carta. Una clausola 7.3 che nessuno dei due rispetterà.
Forced Proximity — Stessa casa. Stesso letto. Stesso spazio d'aria. Stessa inevitabile resa.
Class Difference / Billionaire Romance — Lei ha $347 sul conto e lo schermo dell'iPhone rotto. Lui ha 2,3 miliardi e fa importare la ghiaia per il vialetto dal Montana. L'unica cosa che non si compra è già successa.
Unexpected Pregnancy — Il preservativo rotto. La pillola del giorno dopo che non funziona. Il tre percento statistico. La vita che cresce dentro di lei prima che abbiano il coraggio di dire la verità ad alta voce.
Only One Bed — Il tubo dell'acqua rotto. La stanza degli ospiti inabitabile. Le sue lenzuola che sanno di lui. Le sue mani che si muovono nel sonno.
Grumpy / Grumpy — Non c'è un sunshine in questa storia. Ci sono due persone ciniche, sardoniche e corazzate che si scontrano fino a quando i muri non cedono. Entrambi. Contemporaneamente.
️ Touch Her and Die — Il momento in cui Corvain Ravenshale decide che lei è sua. Non nel senso del possesso — nel senso che chiunque la tocchi risponde a lui.
Who Did This to You — I traumi di lei. Il ragazzino orfano dentro di lui. Due persone che hanno imparato presto che amare qualcuno significa perderlo, e che scelgono di amare lo stesso.
Social Media / Era Digitale — L'hashtag #RanchRomance con 200 milioni di visualizzazioni. Il video di lei che fa 47 milioni di views. TMZ, TikTok, BookTok, e la contea di Park, Wyoming, che osserva tutto.
Per chi ama le storie che iniziano nel modo sbagliato e finiscono nel posto giusto. Per chi sa che la cosa più coraggiosa non è non avere paura — è scegliere lo stesso.