E' la raccolta di grafiche del m° Giovanni Cavazzon dedicate al tema degli alberi. Nel suo testo critico, Licio Damiani scrive: "Questo grande e sensibilissimo artista che ha dato nuova forma e significato, nuovi spazi e contesti a volti e corpi, che si è misurato col mito riconducendolo alla più raffinata contemporaneità, oggi, qui, ci stupisce con l’inedito itinerario di albero in albero. Viaggio che si preannuncia come un passatempo, per diventare quasi subito sogno e poco oltre riflessione filosofica, nonché avventura nell’organico e magia della fisica (il tutto con mano dolorante e qualche altro impedimento dell’età). Il suo imprimere piccole icone fronzute, con grafia limpida o arruffata da tensioni dinamiche, elegante e tragica, gioiosa e musicale, come di frammenti sinfonici che si dipanano a narrare il senso profondo, feerico, della natura, talvolta rasserenante, soprattutto là dove il colore si aggiunge come a pacificare gli empiti della materia, sembra l’umile atto di un’estrema compenetrazione. Sembra che l’artista voglia evocare emozioni covate lungamente, con le quali cantare un incommensurabile, misterioso, affascinante miracolo esistenziale. Il formato dei “ritratti d’alberi” potrebbe alludere ad un lavoro illustrativo, ma tutt’altra faccenda è il risultato, oltre all’intenzione. Solo una lente d’ingrandimento, quella dell’orafo in particolare, potrebbe rendere giustizia ai ‘carati’, alle ‘faccette’ perfette, all’assenza di impurità e alla profonda verità di tali pietre preziose. Virtuosismo, arte minuziosa, questa di Cavazzon, ma anche partecipazione, rigenerazione, preveggenza. Giovanni entra ed esce dalle spore, dai nettari, con la penna dell’anima, come un’ape pensante e appassionata e il miele che ne deriva è una delizia."
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Vite parallele
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